E se vogliono assumervi?

Vi assicuro che capita…

La nostra ricerca di lavoro è stata così brillante ed efficiente da aver prodotto non una ma più offerte di lavoro! Che fare? Come scegliere? Dobbiamo procedere con calma, tornare sui nostri passi e ricordarci il momento in cui abbiamo ragionato sull’identificazione del nostro obiettivo professionale, andando a riconoscere i nostri bisogni, i nostri valori e cosa ci motiva maggiormente.

Prendiamoci il tempo per decidere, andiamo a parlare con le aziende e capiamo qual è la proposta sul tavolo.  E poi scegliamo pensando non esclusivamente al “qui ed ora” ma al futuro, non allo stipendio di oggi ma alla crescita professionale dei prossimi anni, ascoltiamo anche “la pancia”, cerchiamo di capire qual è il luogo dove ci troviamo meglio, dove necessità e desideri, sono più vicini a noi e quindi cominciamo a negoziare il nostro ingresso in azienda.

Cos’è il lavoro sicuro?

Immagino l’obiezione che vi passa per la testa: “una scelta oculata e razionale, oggi, non può che ricadere sul contratto più sicuro”. Io rispondo con una domanda: è più sicuro un contratto a progetto facendo un lavoro che ci piace – e in cui metteremo voglia e quindi qualità e risultati – o un tempo indeterminato dove lavoreremo senza alcun piacere né motivazione? Quale contratto durerà di più? Alla scadenza del contratto a progetto, il mio datore di lavoro vorrà confermarmi quando, oltre alla motivazione, avrò acquisito competenza ed esperienza? Pensiamoci… L’azienda che ci assume investe su di noi dal primo giorno e se siamo bravi non avrà nessun motivo per mandarci via. 

Negoziate da subito, pensando al futuro. 

E quindi scegliamo prendendo in considerazione tutte le variabili e poi …negoziamo! L’aspetto economico dovrà essere commisurato al livello di esperienza, professionalità e competenza e al salario del lavoro precedente. Solitamente si cambia lavoro per aumentare il proprio stipendio ma il mio suggerimento è di avere una visione a medio termine e negoziare sì con l’azienda uno stipendio d’ingresso ma anche – e forse soprattutto – una crescita nel tempo, non solo economica ma anche professionale (che deve essere ovviamente ratificata nel contratto).

Scripta manent!

Negoziate quindi sui termini economici, su eventuali benefit, sul contratto di ingresso e sull’inquadramento. Ricordate il principio di obbligatorietà della definizione scritta del contratto di lavoro individuale, con l’eccezione della prestazione di fatto (il codice civile prescrive che, se il lavoro è stato prestato con violazione delle norme a tutela del lavoratore, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione). 

Indagate sulle agevolazioni possibili

Se siete in possesso dei requisiti previsti dal Bonus Assunzioni (di solito presente, di anno in anno, per l’assunzione di giovani under 29 anni; disoccupati over 50, donne o giovani genitori; lavoratori in CIGS e Naspi; persone svantaggiate e disabili) ricordate ai futuri datori di lavoro le agevolazioni che consentono di beneficiare degli sgravi contributivi o di ottenere benefici economici. Ricordiamoci quindi che il percorso di selezione non è ancora finito e la contrattazione è, ancora, una parte fondamentale del processo.