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“Una scelta è come un salto: ti spaventa, lo rimandi, ma se ti butti è libertà…”
(R. De Santis)

ORIENTAMENTO SCOLASTICO

Parliamo di futuro: che bello!!!

Durante questi anni di lavoro in azienda e in consulenza mi sono accorta che i giovani, dopo aver concluso il percorso scolastico, di qualsiasi livello (diploma o laurea) sono spesso confusi e disorientati, soprattutto rispetto ad aspetti quali:

 

  • la coscienza di se stessi, delle proprie capacità, caratteristiche, risorse, limiti (Cosa davvero so fare? Cosa devo imparare per entrare nel mondo del lavoro?..)

 

  • l’assenza di una riflessione personale sugli obiettivi scolastici e professionali (Cosa mi piace fare? Cosa mi diverte? Cosa mi appassiona?)

 

  • la scarsa conoscenza dell’offerta formativa e della realtà lavorativa (Cosa significa davvero, fare quegli studi? Scegliere quel determinato mestiere? Quali sono gli aspetti positivi, le difficoltà da affrontare? I vincoli?…)

 

  • il disorientamento rispetto ai canali e agli strumenti opportuni per affrontare la ricerca della scuola o del primo lavoro.

Spesso accade quindi che i ragazzi, così bisognosi di “trovare qualsiasi cosa” pur di uscire dall’impasse decisionale, intraprendano percorsi non corrispondenti alla propria inclinazione.

 

E mi sento di affermare che la peggior cosa che possa accadere cercando la propria strada, sia quella di arrivare dove non si vuole, dopo aver speso soldi e tempo per farlo.

Per questo motivo, sono profondamente convinta che i ragazzi debbano essere accompagnati, durante il percorso scolastico, ad affrontare i momenti di scelta, senza perdere tempo prezioso. Il tutto, senza angosce ma con il piacere di costruire il proprio futuro.

In quest’ottica, il processo si articola attraverso diverse fasi che non sono mai standard ma di volta in volta disegnate sull’individuo, per definire un percorso personalizzato, che prevede:

 

  • Valorizzazione di sé durante il processo di costruzione della propria identità (Chi sono? Cosa so di me? Come mi vedono gli altri?…)

 

  • Maggior consapevolezza dei propri desideri (Cosa mi appassiona? Cosa mi piace fare? Cosa non mi annoia mai? Per che cosa sono disposto a far fatica?…)

 

  • Acquisizione di una capacità di scelta autonoma e consapevole (Cosa vuol dire per me decidere? Chi mi aiuta a farlo? Che sensazioni provo quando devo cambiare?…)

 

  • Educazione alla progettualità (Cosa significa perseguire un obiettivo? Quali strumenti posso utilizzare per creare il mio progetto?…)

 

Come dice Paola Mastrocola nel suo libro “Togliamo il disturbo, saggio sulla libertà di non studiare”: Ognuno deve diventare quel che è. Devi disegnarsi, trovare il suo disegno e continuarlo negli anni, un tratto di matita dopo l’altro, sempre più nettamente.
E lo può fare solo attraverso le scelte (prima scolastiche e poi lavorative) giuste.
È un suo dovere trovarsi. Nulla è più triste di un ragazzo che non si trova, che non compie il ritratto perfetto di se.

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