Come si scrive un Curriculum efficace?

Spesso parlo di Cv nelle mie serate e ammetto che quasi sempre nel titolo dell’evento si trova un rimando al Curriculum vitae perché tutti e tutte pensiamo che sia lo strumento principe per trovare lavoro.

Io mi permetto di pensare invece che sia solo uno dei mezzi, e forse nemmeno il più importante, che quasi sempre parla del passato e che, a volte, possa risultare una lettura molto noiosa.

Però va fatto e deve essere perfetto e quindi…lavoriamoci con attenzione, con un pizzico di creatività e tensione al futuro!

Cosa impone la forma?

Non superiamo le due pagine e – sembrerà banale, ma l’esperienza mi dice che non lo è! – non facciamo errori di digitazione od ortografici… il CV è il nostro biglietto da visita e non ammette sbavature.

Usiamo un carattere non troppo marcato, scegliamo chiaramente quello che più ci piace (o che ci rappresenta) mantenendo però ordine e una certa sobrietà nello stile.

Usiamo corsivi, sottolineati e grassetti -senza esagerare- per porre l’accento sulle parole chiave e per aiutare il lettore nella ricerca delle informazioni.

Parlando di modelli, scegliamo quello che più ci rappresenta e che sia in linea con la nostra professione (ad esempio, classico per un avvocato, colorato e innovativo per un grafico. Ma mettiamoci sempre qualcosa di nostro, che ci faccia sentire “a nostro agio”). Sul web si possono trovare molti modelli; se non specificamente richiesto dall’azienda, evitate il formato Europass, ormai universalmente riconosciuto come poco funzionale, impersonale e decisamente asettico!

Cosa non può mancare?

Il CV deve aprirsi con le informazioni di contatto: nome, cognome, numero telefonico (solo il
cellulare!), e-mail, account skype e profilo linkedin (semplificando l’url mi
raccomando!)

Fondamentale inserire il profilo professionale, ovvero un breve testo (8-10 righe) che
comunica chi siamo, cosa sappiamo fare e qual è il nostro obiettivo. Questa introduzione snella e di facile (e si spera coinvolgente!) lettura farà da filrouge della storia, racconterà la nostra crescita e servirà a proiettare il
cv verso il futuro: qui scriverò cosa mi piace fare e cosa voglio per me per i prossimi anni. Non è un’informazione da
sottovalutare!

L’elenco delle esperienze professionali così strutturato: data di inizio e fine, nome, sede e brevissima nota esplicativa sull’azienda, ruolo ricoperto, responsabilità, mansioni e numero di collaboratori. E’ molto importante, in questa sezione, raccontare brevemente alcuni progetti, successi, problemi risolti. Le storie concrete parlano molto più dei grandi paroloni altisonanti! Siate sintetici, soprattutto con le esperienze molto antiche e non scrivete più volte le stesse attività, il cv non è un elenco della spesa!

Seguono le informazioni relative all’educazione e alla formazione: studi, diplomi, conoscenza delle lingue, conoscenze informatiche, viaggi all’estero, esperienze formative significative.

Inserite esperienze extraprofessionali solo se coerenti con la vostra professione o se significative (facciamo degli esempio? Musica: un diploma al conservatorio sì, strimpello la chitarra anche no… Sport: alleno una squadra sportiva sì, seguo
la squadra del cuore dal divano… meglio evitare! “Amo il cinema e lettura” non si può sentire.)

Chiudiamo con i dati anagrafici: luogo e data di nascita, patenti e brevetti e –fondamentale –la ”Autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del GDPR e del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” ai fini di attività di Ricerca e Selezione del Personale e contatti lavorativi.”<

E poi? Abbiamo finito?

Ahimè no! Dopo aver creato un CV “standard” sarà necessario adattare (senza falsificare mai!) il CV al contesto di selezione, modificando all’occorrenza il linguaggio, le priorità, le enfatizzazioni sulle parole chiave. Il Cv deve parlare di noi e far venire al lettore la voglia di incontrarci e approfondire.

In conclusione, il CV è sicuramente un mezzo di comunicazione molto importante per la nostra ricerca di lavoro e bisogna dedicare molto tempo alla sua stesura e alle sue continue modifiche però, ricordiamoci che da solo non fa miracoli e che è solo uno – e non l’unico – punto di attenzione di questo percorso che parte sempre da voi.

Buon Lavoro!