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Il Bilancio personale: conoscere il proprio Valore

 

Problem solving, lavoro in team, lavoro per obiettivi… Pare che i Cv siano tutti uguali e che abbiamo tutti le stesse competenze!

Perché un selezionatore dovrebbe scegliere noi?

 

Cosa abbiamo di speciale, cosa abbiamo di “diverso da tutti gli altri”?

La risposta è: tutto. Ognuno di noi ha una storia, esperienze e caratteristiche uniche. Peccato che spesso non ne siamo totalmente consapevoli. E’ molto difficile che si trovi l’occasione per fermarsi a pensare a se stessi e alla propria storia ed è altrettanto difficile che lo si faccia attraverso la lente del valore. Mi piacerebbe riuscire a dare suggerimenti pratici alle persone in cerca di occupazione ma mi sto chiedendo se consigliare di fare una riflessione su se stessi possa essere considerato un consiglio pratico e… forse la risposta è no. Però non si può partire che da qui, da se stessi, dalla consapevolezza di chi si è e di quanto si vale.

Fare il punto su noi stessi: conoscenze, capacità, competenze e abilità

 

E quindi, da soli o con l’aiuto di un esperto, bisognerà fare il punto su di noi e sul valore che possiamo portare in un’azienda o in un’organizzazione.

Partire dalla nostra storia significa guardare al nostro percorso scolastico e di formazione, quindi di conoscenze (per fare una metafora nel mondo della cucina, che oggi va molto di moda, potremmo dire che conoscenza è sapere a memoria la ricetta della torta sacher), non solo mettendo in fila le scuole frequentate ma anche riflettendo su cosa ci siamo “portati a casa” da quel percorso, cosa abbiamo imparato, quali incontri e quali esperienze ci hanno cambiato.

Poi dovremmo pensare alle nostre capacità, cioè ciò che sappiamo fare concretamente (per seguire la metafora, la capacità di farcire e decorare la nostra torta), pensando a come lo abbiamo imparato e in quali occasioni è utile metterlo in pratica. Questo passaggio non è banale perché il “fare” spesso diventa automatico e quindi si danno per scontate molte capacità che invece possono essere valorizzate.

Il passo successivo è l’analisi delle proprie competenze che sono il mix di conoscenze teoriche e di capacità tecnico-pratiche che mettiamo in atto per risolvere situazioni problematiche o creare qualcosa di nuovo. Per concludere con la metafora, il cuoco è competente perché unisce conoscenze e capacità per creare nuove ricette, per risolvere problemi (la mancanza di un ingrediente) e per raggiungere obiettivi (una cena dell’ultimo minuto con il frigo quasi vuoto!).

Conoscenze, capacità e competenze si acquisiscono con la formazione e con l’esperienza e ci tengo a sottolineare che non è mai troppo tardi per farlo (prossimamente parleremo anche di formazione).

E poi c’è l’attitudine, quella predisposizione naturale che rende tutto più facile, che fa sì che impariamo velocemente, che abbiamo idee innovative che ci fa avere una marcia in più.

Allenarsi a guardare 

 

Per vedere tutto questo dentro di se ci vuole allenamento, bisogna imparare a fermarsi, guardarsi ed annotare ciò che emerge (si può fare da soli, anche se non è un lavoro facile, o ci si può far aiutare dai professionisti che usano test ed esercizi per far emergere questi aspetti).

Per concludere, la consapevolezza di se, dei propri punti di forza e delle aree da migliorare, è un passaggio complesso ma imprescindibile perché per comunicare e proporre al mercato il proprio valore bisogna prima conoscerlo, non ci sono altre vie.

Solo così il nostro curriculum vitae sarà unico, realistico ed appetibile per il mondo del lavoro.